14.10.2020

La lavorazione del vetro: Un’arte antichissima

Impossibile venire a Venezia senza visitare anche Murano, l’isola del vetro, famosa in tutto il mondo per le sue fabbriche ed il lavoro eccellente dei mastri vetrai.

Impossibile venire a Venezia senza visitare anche Murano, l’isola del vetro, famosa in tutto il mondo per le sue fabbriche ed il lavoro eccellente dei mastri vetrai. Con competenza i vetrai mescolano insieme varie materie prime tra le quali la sabbia, il silicio e il sodio e le fondono in forni dalle temperature elevatissime dando poi forma e colore ad oggetti di vario tipo secondo la loro fantasia e tecniche e segreti che si tramandano da secoli.  

Da Venezia a Murano

Fu un editto della Serenissima a proteggere quest’arte confinando tutte le fonderie che fino al 1200 si trovavano a Venezia, sull’isola di Murano con lo scopo di controllare che i mastri vetrai non espatriassero portando con sé il segreto della lavorazione del vetro ancora sconosciuta in Europa ed evitando anche che i fuochi delle fabbriche causassero incendi a Venezia, dove le case erano tutte in legno.

Nel corso dei secoli le tecniche di lavorazione si modificarono e a Murano non si producevano più solo oggetti di uso comune bensì anche da suppellettili da esporre. La fantasia dei mastri vetrai raggiunse il massimo nel Cinquecento ed in seguito anche nel Settecento quando Giuseppe Briati realizzò i suoi grandiosi lampadari fioriti e i raffinati specchi in argento anch’essi decorati con elementi fitomorfi.

 La creazione di un capolavoro

La fama del vetro di Murano fu tale che alla fine del Cinquecento i mastri vetrai venivano chiamati a lavorare anche all’estero, specialmente in Spagna, Olanda, Inghilterra e Germania, trasferendo al di fuori della loro piccola isola e loro grandi conoscenze. 

Il vetro di Murano nel mondo

Questi oggetti sono ancora presenti nelle residenze reali, nei grandi teatri e nei musei internazionali come il Corning Museum of Glass di New York e continuano ad affascinare e incuriosire. Lo stesso architetto americano Frank Lloyd Wright acquistò numerosissimi oggetti in vetro realizzati dall’architetto Carlo Scarpa quando negli anni Trenta lavorava presso la vetreria Venini mentre molti altri furono inseriti nelle opere d’arte del pittore Lucio Fontana realizzate negli anni Cinquanta del Novecento.

Tra Ottocento e Novecento l’arte vetraria fu oggetto di sperimentazioni in stile Liberty come i famosi calici con gambo a spirale prodotti dai Barovier ed esposti alla prima Biennale di Venezia nel 1895.

Oggi è possibile ammirare i vetrai nel loro lavoro visitando le tante fabbriche di Murano: le loro mani esperte modellano lentamente questa massa di materiale incandescente che diventa poco a poco un capolavoro trasparente e luccicante.

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