22.10.2020

Veneziani senza barba: i misteri del “Ponte dei Assassini”

Sapete perché ai veneziani fu vietato di portare la barba lunga? Il governo dei tempi decise di abolire le barbe folte (o alla greca) per colpa dei famigerati assassini del Ponte!

Veneziani senza barba: i misteri del “Ponte dei Assassini” 

 

Sapete perché ai veneziani fu vietato di portare la barba lunga? Il governo dei tempi decise di abolire le barbe folte (o alla greca) per colpa dei famigerati assassini del Ponte!

 

Una barba lunga, infatti, fa sì che gli individui siano meno riconoscibili: permette loro di mimetizzarsi e di celare il proprio volto! Una caratteristica che veniva sfruttata appieno dai delinquenti della città, che quasi sempre si facevano crescere la barba per agire indisturbati.

 

Si stabilì, dunque, di proibire agli uomini di avere la barba fitta sia di giorno sia di notte. La regola risale al 1128 e già allora sancì una diminuzione del livello di criminalità. Pensate che alcuni, per uccidere i propri nemici politici o semplicemente dei malcapitati, indossavano addirittura delle barbe finte! Tale abitudine fu abbandonata per non dare nell’occhio, il che favorì di molto l’operato della giustizia.


Una piccola parentesi sul nome del Ponte

 

Prima di addentrarci nell’argomento, vogliamo fornirvi una breve spiegazione sul perché il “Ponte dei Assassini” era chiamato in questo modo. 

In effetti, la ragione è piuttosto intuitiva. Questa struttura era una delle più buie e inquietanti di Venezia, ed era frequentata da diversi criminali che commettevano efferati delitti. Tra un anfratto oscuro e l’altro, era facile portare a termine un omicidio senza essere visti: il problema è che, secoli fa, era necessario attraversare questa via per arrivare in Piazza San Marco.

 

Attualmente il “Ponte dei Assassini” non esiste più, ma la sua suggestione è viva nell’immaginario collettivo e nel folclore locale. La sua importanza nell’ambito della legislazione territoriale è notevole, considerando i vari provvedimenti che furono presi dal Maggior Consiglio per tutelare gli abitanti.

Una cosa è certa: per tutti gli appassionati del brivido, il “Ponte dei Assassini” è senza dubbio uno dei luoghi di Venezia più pittoreschi!


L’illuminazione del Ponte

Un’altra norma del Maggior Consiglio di Venezia, emanata più o meno nello stesso periodo, volle che il “Ponte dei Assassini” fosse rischiarato dopo il tramonto dai cosiddetti cesendeli: delle candele posizionate in punti strategici della calle, accanto a cui venivano sistemate delle icone sacre per una maggiore protezione.

 

La zona, del resto, era pericolosa anche perché scarsamente illuminata, ma queste lucerne diedero a loro volta un contributo alla sicurezza dell’area. Erano i parroci a collocare i ceri lungo il Ponte; inoltre, pian piano le persone iniziarono a muoversi in questa parte del comune soltanto con un cesendelo in mano.

 

I nobili si facevano accompagnare da un servo, o comunque da una guida esperta a mo’ di “guardia del corpo”. Con il passare degli anni, il “Ponte dei Assassini” perse la propria connotazione oscura e divenne la strada che noi oggi conosciamo. Tuttavia i turisti amano i racconti del genere, che regalano un pizzico di mistero al luogo dove decidono di trascorrere le vacanze!


Hotel San Giorgio: a due passi dalla calle del mistero 

 

Questa calle, lo ricordiamo, si trova nell’area di Rio Terà de la Mandola, proprio dove sorge il nostro albergo: non di rado, infatti, i turisti che giungono al San Giorgio desiderano informarsi sugli aneddoti legati al passato di questa zona!

 

Oggi, ovviamente, la parte della città compresa tra Campo Manin e La Fenice è del tutto sicura, e non vi sono più i malviventi che la rendevano tanto pericolosa. Eppure il suo fascino antico è ancora intatto: spesso basta ascoltare dei racconti per lasciarsi trasportare in un’atmosfera d’altri tempi! 

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